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Il nuovo intervento della Commissione europea in tema di inquinamento da microplastiche

05/10/2023

La Commissione europea ha recentemente modificato il Regolamento REACH – adottato per incrementare la protezione della salute umana e dell’ambiente a fronte dei rischi connessi all’impiego di sostanze chimiche – introducendo diverse misure volte a limitare le microplastiche intenzionalmente aggiunte ai prodotti.

Le nuove disposizioni sono state previste con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento da microplastiche, intese, secondo le indicazioni fornite dalla Commissione, come tutte le particelle polimetriche sintetiche al di sotto dei cinque millimetri, che siano organiche, non solubili e resistenti al processo di degradazione. 

In particolare, le restrizioni introdotte vietano la vendita di microplastiche propriamente intese nonché il commercio di prodotti a cui sono state intenzionalmente aggiunte microplastiche o che comunque, in sede di utilizzo, rilasciano le suddette particelle. Attraverso tali restrizioni, si auspica di impedire il rilascio nell’ambiente di circa mezzo milione di tonnellate di microplastiche.

Sono state introdotte, poi, talune deroghe al divieto di vendita di prodotti adoperati all’interno di siti industriali o che comunque non rilasciano microplastiche, purché i produttori forniscano esaustive indicazioni circa le modalità di utilizzo e di smaltimento dei suddetti prodotti al fine di evitare eventuali emissioni di particelle inquinanti. 

Inoltre, è previsto che talune misure vengano applicate già dal momento dell’entrata in vigore della presente restrizione (ossia tra 20 giorni), mentre, in altri casi, le restrizioni alla vendita si applicheranno trascorso un periodo di tempo più lungo, in relazione alle tempistiche necessarie per elaborare adeguate alternative.

Si tratta di un’ulteriore iniziativa della Commissione europea legata, in particolare, alla gestione delle fonti di inquinamento. È noto, infatti, che l’inquinamento sia una delle principali cause ambientali di molteplici malattie mentali e fisiche, e costituisca una delle principali ragioni di perdita della biodiversità e di danneggiamento degli ecosistemi. A fronte di tale consapevolezza, l’Unione europea ha già, nel corso del tempo, adottato diverse iniziative legate alla problematica dell’inquinamento, stabilendo di volta in volta obiettivi sempre più stringenti finalizzati al miglioramento della qualità dell’ambiente. Nella medesima ottica si colloca anche il presente intervento, mosso dalla volontà primaria di creare un ambiente il più possibile privo di sostanze tossiche, in cui i livelli di inquinamento non siano più pericolosi per la salute umana e per gli ecosistemi naturali.

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